NON COMPLICARTI LA VITA

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Dopo la parentesi estiva, torno a scrivere sul mio blog e voglio farlo con qualcosa di più “pragmatico” rispetto ai contenuti “elevati” di cui ho parlato nel precedente articolo sulla “consapevolezza”.

Come hai potuto leggere in altri miei articoli, apprezzo molto cosa scrive Leo Babauta nel suo blog ZENHABITS.

Ho anche letto il suo libro ZEN TO DONE e trovandolo estremamente interessante, voglio condividere con te una mia sintesi dei capitoli di questo manuale.

Ti ho già presentato, precedentemente, la sintesi delle prime quattro abitudini suggerite da Babauta:

1) RACCOGLI

2) ELABORA

3) PIANIFICA

4) AGISCI

 

Oggi ti parlerò dell’abitudine numero cinque descritta in Zen to Done.

USA UN SISTEMA SEMPLICE.

Usa un metodo generale semplice, che funzioni veramente per te e revisiona le tue liste frequentememte.

Spesso riusciamo a complicarci la vita con estrema facilità, nell’illusione di trovare soluzioni intelligenti per realizzare ciò che desideriamo. Utilizziamo sempre più spesso sistemi (magari informatici) che invece di essere di supporto, diventano dei mostri che ci obbligano a spendere la maggior parte del nostro tempo a farli funzionare, dimenticando che dovrebbero invece essere di aiuto. Come ho scritto nel mio primo articolo (vedi: L’INIZIO) anziché usare questi strumenti ci troviamo a subirli.

La semplicità è molto difficile da realizzare, invece, complicare è molto più facile.

Leonardo da Vinci sosteneva che la semplicità è l’estrema sofisticazione, proprio perché richiede fatica, impegno e volontà.

Steve Jobs  sosteneva che “Il semplice può essere più forte del complesso. Devi lavorare duro per pulire il tuo pensiero e renderlo semplice. Ma alla fine ne vale la pena perché una volta ottenuto ciò, puoi spostare le montagne”.

Quindi, per svolgere le tue attività, usa strumenti semplici. Non complicarti la vita segnando i tuoi appuntamenti sullo smartphone (che fa sicuramente più “figo”) se puoi farlo su un blocchetto per gli appunti da tenere in tasca. Non complicare il tuo lavoro con inutile burocrazia, cerca di ridurla il più possibile. Svolgi ogni tua attività con metodo e strumenti semplici ed essenziali.

Ma attenzione, metodo semplice non vuol dire superficiale!

Detesto le persone che in nome della “semplicità” fanno le cose a “c….zo di cane”. Purtroppo, però, il “pressapochismo” è un male piuttosto diffuso.

Per tutto c’è un limite, anche per la pigrizia. Certamente non posso definirmi uno stacanovista (tutt’altro!!!) e non voglio fare “prediche” fuori luogo.

Anzi, tanto per “deragliare” un po’ fuori tema, tengo a precisare che sono decisamente contrario alla “moda” (o furberia) attuale di richiedere a chi lavora l’efficienza estrema. Sono decisamente convinto che ci deve essere differenza tra lavoro e schiavitù. Sono decisamente convinto che si deve rispettare chi, in  passato, ha preso qualche manganellata per i diritti dei lavoratori! Sono decisamente stufo di tutti i padroni, capi ufficio, dirigenti, amministratori, politici ed “ideologi dell’efficienza” che si impegnano tanto a “spremere” di ogni energia chi lavora per loro, in modo che loro (i capi) possano continuare a poltrire, godendosi i fruttuosi risultati del lavoro altrui.

Penso che tutti abbiamo diritto di essere pigri “quanto basta”. Ma almeno si dovrebbe avere l’onestà (e la possibilità) di ammettere che ci sono le cose che non si ha voglia di fare, anziché farle in modo “approssimativo”.

Bisogna impegnasi al massimo per fare le cose in modo semplice, stando attenti al risultato finale, che sia realmente valido per le vere esigenze.

E’, quindi, necessario rivedere spesso le proprie “liste” degli impegni e dei progetti, per verificare se si procede in modo adeguato con le proprie attività, valutando sempre le giuste priorità ed i risultati raggiunti.

 

Le prime quattro abitudini suggerite da Leo Babauta rappresentano sicuramente il nucleo centrale del metodo “Zen to Done”, ma la quinta abitudine di usare un metodo semplice è altrettanto importante.

Ricorda sempre che se vuoi assimilare queste abitudini è necessario che ognuna di esse sia praticata, inizialmente, almeno per un mese. Bisogna concentrarsi su una nuova abitudine alla volta e dare a questa la tua completa attenzione, finché diventerà automatica. Solo dopo potrai cominciare a praticare un’altra nuova abitudine.

Prossimamente condividerò con te la sintesi delle altre abitudini suggerite da Leo Babauta.

 

Se vuoi, lascia pure un commento (giù in basso c’è un apposito spazio) e se lo ritieni opportuno fai conoscere questo blog ad altre persone. Ad esempio puoi inviare il link per il blog Hope ad almeno tre tuoi amici, tramite un “copia ed incolla” in una mail. Sarà bello condividere le idee.

Ciao; alla prossima.

 

Considerato che, come tutti i blog, anche il mio è un “diario in rete”, i testi sono presenti sulla pagina web in ordine anticronologico (visualizzi prima i messaggi più recenti). Pertanto se vuoi sapere perchè esiste questo blog e conoscere la sua origine puoi leggere “L’INIZIO”.

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