MBSR – QUINTA SETTIMANA Bis (GESTIONE DEL DISAGIO FISICO)

Note iniziali:   clicca qui   (LEGGILE !)

 

Continuiamo il per-corso Mindfulness tramite il protocollo MBSR, sviluppato da Jon Kabat-Zinn.

Come già detto in precedenza, sto tentando di riadattare in italiano il contenuto del sito/corso Palouse Mindfulness, avvalendomi anche di altre fonti presenti in rete.

Per prima cosa ti invito a considerare alcune mie premesse: clicca qui (leggile!)

 

Come al solito inizio con un “riepilogo delle puntate precedenti”:

Nell’articolo MBSR – PRIMA SETTIMANA ho iniziato a descriverti il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction, con le istruzioni per la pratica formale (body scan) ed informale (consapevolezza dei gesti routinari).

Nell’articolo MBSR – SECONDA SETTIMANA trovi le istruzioni per la pratica formale, in cui devi alternare un giorno dedicato alla meditazione “body scan” ed un giorno dedicato alla “sitting meditation”; per quanto riguarda la pratica informale della seconda settimana, questa è dedicata alla consapevolezza di comesperimentiamo ed elaboriamo gli “eventi piacevoli”.

Nell’articolo MBSR – TERZA SETTIMANA ho descritto cosa può essere utile per il miglioramento del “rapporto con i nostri pensieri” ed ho parlato, poi, della pratica del Mindfull Yoga. Nel protocollo MBSR proposto su palousemindfulness.com, la pratica formale da svolgere nella terza settimane (da lunedì a sabato) è costituita, sostanzialmente, dall’alternanza di giorni in cui continuare a praticare la meditazione seduta (come nella seconda settimana) e giorni in cui praticare la Mindful-Yoga (o i dieci movimenti di consapevolezza); almeno un giorno sarà dedicato alla pratica del Body-Scan (come nella prima settimane). La pratica informale della terza settimane è dedicata alla consapevolezza dedicata ad “eventi spiacevoli”.

Nell’articolo MBSR – QUARTA SETTIMANE (GESTIONE DELLO STRESS) ho esposto come la tematica della gestione dello stress sia centrale nello stesso protocollo. Infatti già nella definizione di Mindfulness Based STRESS Reduction è evidente quale sia il “bersaglio” principale che si cerca di “colpire”. Ti ho descritto la pratica informale definita “Il momento del respiro (o esercizio dei momenti difficili)” che ha l’obiettivo di renderci capaci di non farci catturare da emozioni troppo intense. La pratica formale, per la quarta settimana, è stata definita dall’alternanza di giorni in cui continuare a praticare la meditazione seduta, come nella seconda settimana e giorni in cui praticare la Mindful-Yoga (o i dieci movimenti di consapevolezza) come nella terza settimana.

Nell’articolo MBSR – QUINTA SETTIMANA (GESTIONE DELLA SOFFERENZA) ho cercato di capire come ci possiamo accostare amorevolmente alla nostra sofferenza,  non giudicando la causa del dolore, ma prendendosi cura della stessa sofferenza, con identico amore di un genitore. Per riuscire in questo “miracolo” risulta estremamente utile il metodo elaborato da Kristin Neff, una psicologa e ricercatrice americana dell’università del Texas, ad Austin, che ha introdotto il costrutto della Self-Compassion. La pratica formale della quinta settimana del protocollo MBSR, è costituita dalla meditazione seduta, alternandola con una delle altre pratiche. Nella quinta settimana è stata introdotta la “meditazione dell’Auto-Compassione” da praticare nel primo giorno della stessa settimana in relazione al ricordo di qualcosa leggermente spiacevole che è accaduto. La pratica informale della quinta settimana corrisponde all’assumere lo stesso atteggiamento di auto-compassione nei momenti in cui si verifica una emozione indesiderata.

 

Oggi ci dedicheremo al dolore cronico, alle gravi disabilità ed al disagio fisico (nel senso più “stretto” della parola) correlato ad esse.

dolore cronico

Questo articolo, sostanzialmente, rappresenta una integrazione all’articolo dedicato alla quinta settimana del protocollo MBSR, in cui si è affrontato il tema della sofferenza, nel suo significato più ampio rispetto a quello del dolore fisico. Come ho già scritto in un precedente articolo, dedicato all’auto-compassione, la sofferenza non coincide con il dolore, ma nasce da una inappropriata resistenza allo stesso dolore fisico.

In realtà la complessa interazione tra l’ambito fisico, emotivo e mentale rende inesatta una categorica distinzione tra un disagio “solo mentale / emozionale” o “solo fisico”. Tuttavia è innegabile l’esistenza di alcune condizioni fisiche particolarmente difficili, per le quali  può essere utile un approccio specifico.

In pratica, non si vuol trascurare l’aspetto, per così dire, “più concreto” di una qualsiasi patologia (è innegabile che chiunque soffra con un dolore cronico o per una grave disabilità fisica possa, legittimamente, dire: “come faccio a non voler resistere a ciò che mi tormenta così tanto?”).

 

Generalmente pensiamo al dolore come a un sintomo, ma ci sono casi in cui il sistema nervoso sviluppa cicli di retroazione e il dolore diventa una malattia terrificante in sé. Nel seguente video che ti invito a guardare, Elliot Krane parla del complesso mistero del dolore cronico e analizza i dati, che stiamo appena cominciando a comprendere, relativi a come esso agisca e a come trattarlo.

 

Cercando di proporre un valido approccio al dolore ed alla disabilità, nella sezione originale del corso (Week 5b – Special Instructions for Physical Pain) si fa ancora riferimento alla definizione di auto-compassione sviluppata da Kristin Neffal.

Con analoga finalità ti propongo di leggere la traduzione in italiano di un articolo, della stessa ricercatrice americana, pubblicato su Huffingtonpost. In questo articolo la Dott.ssa Neffal spiega come l’auto-compassione si manifesta immediatamente nella chimica del nostro corpo (clicca qui).

 

A tutto ciò che è stato già descritto si può associare un metodo più specificamente dedicato alla gestione del disagio fisico (correlato a dolore cronico o ad una grave disabilità), presentato in questa sezione integrativa della quinta settimana, denominato Breathwork.

Il Metodo Breathworks è stato ideato nei primi anni 2000 in Gran Bretagna, dove é riconosciuto dal sistema sanitario nazionale. Il termine Breathwork deriva dall’inglese e in particolare dall’unione di due termini: ‘Breath’ che vuol dire ‘respiro’ e ‘work’ che vuol dire ‘lavoro’, si tratta quindi di una tecnica che permette di raggiungere equilibrio fisico, mentale ed emotivo attraverso il controllo del respiro e tecniche di respirazione. Nasce dall’esperienza di Vidyamala Burch (la donna che puoi vedere nella foto di presentazione di questo articolo) che nel 1976 all’età di 16 anni subì un grave danno alla spina dorsale che la costrinse a diverse operazioni chirurgiche e a una parziale paraplegia. Vidyamala cominciò ad esplorare la Mindfulness e la meditazione per gestire il persistente dolore cronico e nel 2001 pensò di condividere ciò che aveva imparato con altri, che come lei soffrissero di dolore cronico, malattia o stress. Subito fu affiancata da Gary Hennessey e Sona Fricker, entrambi praticanti la Mindfulness. Insieme hanno dato vita a Breathworks così com’è oggi.

Il metodo Breathworks è molto apprezzato dallo stesso fondatore della Mindfulness in ambito clinico Jon Kabat-Zinn, definendolo come “l’approccio più completo, profondo, scientificamente aggiornato e facile per imparare come vivere con il dolore cronico… Ammiro Vidyamala immensamente…il suo approccio può salvare la tua vita”.

logo

Se vuoi consultare il sito inglese ufficiale, dedicato al metodo Breathworks, clicca qui.

 

Per comprendere meglio quale possa essere il ruolo della Mindfulness nella gestione del dolore cronico ti invito a guardare un altro video, dove il Dott. M. Gradassi – Psicologo Clinico e specialista in psicoterapia, U.O. di Psicologia Clinica I, Dipartimento Salute Mentale, Distretto Centro Nord APSS Trento, parla di “Percorsi di Mindfulness per il controllo del dolore cronico”, in occasione del convegno ATMAR “Le forme del dolore – Focus sulla fibromialgia”, svoltosi a Trento, il 16 novembre 2013.

 

Per la gestione del disagio fisico risulta utile la pratica di una tecnica che si ispira a ciò che Vidyamala Burch ha scritto nel suo libro “Living Well With Pain & Illness”.

Voglio condividere con te la traduzione che ho fatto del documento originale, che descrive tale tecnica, presente nel sito/corso dedicato alla MBSR.

Clicca su: Gestione del Dolore Fisico in 5 Fasi.

Per questa variante della quinta settimane la pratica formale è praticamente identica alla quinta settimana “standard”. Ci si concentra un po’ di più sulla meditazione seduta, alternandola con la scelta di una delle altre pratiche. Il primo giorno, però, se si abbiamo ricordo di qualcosa che è accaduto di leggermente spiacevole, possiamo praticare la “meditazione dell’Auto-Compassione” . L’esperienza spiacevole che si cercherà di gestire non deve essere un grosso problema, ma è meglio se sia lieve o moderato. Per esempio, potrebbe essere l’impazienza durante un’attesa in linea durante una telefonata o un leggero fastidio connesso con qualche evento minore.

Per la quotidiana pratica informale, invece, si praticherà la suddetta tecnica di Gestione del Dolore Fisico in 5 Fasi, nei momenti in cui si verificano disagio fisico o dolore. Il disagio non deve essere eccessivo, potrebbe essere solo un modesto dolore od una lieve irritazione fisica. Se si è abbastanza fortunati da avere un giorno senza dolori, si approfitterà per provare gratitudine per ciò o per qualcos’altro che è successo quel giorno. Se può far piacere, si potrà assumere l’atteggiamento di auto-compassione, ispirandosi alla analoga meditazione, nei momenti in cui si verifica una emozione indesiderata, per uno o due giorni, al posto della tecnica di gestione del dolore fisico.

 

Come nelle settimane precedenti, con l’ausilio di un apposito modulo per ogni giorno di pratica formale, annoterai le tue impressioni. E’ importante scrivere i commenti subito, perché sarà difficile ricostruirli in seguito.

Prima di andare a dormire farai le cosuete annotazioni su un altro modulo anche per la pratica informale. 

(considera che i moduli sono “traducibili” in italiano direttamente online)

 

Non ho alcuna presunzione di riuscire ad alleviare del tutto i mali della gente, ma spero che chiunque sia affetto da dolore cronico o presenti una grave disabilità, possa trarre un po’ di aiuto da questo articolo.

Come per le altre settimane, puoi rilevare altro materiale supplementare anche per la settimana 5-bis del protocollo MBSR, direttamente dal sito originale palousemindfulness.com (se avrai voglia di fare delle traduzioni dalla lingua inglese).

 

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Un saluto da Renato

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