IDENTIKIT DELL’OTTIMISTA

Come ho già scritto in un precedente articolo (http://lalucedisperanza.altervista.org/impara-lottimismo/), ho deciso di dedicare il 2015 all’apprendimento dell’ottimismo (ne ho proprio bisogno!).

Voglio condividere con te alcune cose che ho appreso, in merito, dalle teorie di Martin Seligman (http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_E._P._Seligman), sperando che siano utili anche per te.

Seligman ha affrontato il tema dell’ottimismo/pessimismo secondo il modello della psicologia cognitivista.

Mentre nella concezione psicanalitica classica, le nostre reazioni emotive ed il nostro comportamento sono pesantemente condizionati dal modello che definiamo di: CAUSA → EFFETTO, il cognitivismo considera un più ampio margine di autodeterminazione, attribuendo maggior importanza alle scelte di ognuno e restituisce all’individuo un significativo margine di responsabilità e di controllo sul proprio destino.

Non è tanto lo stimolo ambientale ma il significato che è attribuito allo stesso evento, dal singolo, a determinare le sue reazioni emotive e comportamentali.

L’elemento principale che differenzia un ottimista da un pessimista è il tipo di stile esplicativo.

Lo stile esplicativo, sostanzialmente, è il modo in cui siamo abituati a spiegare perché accadono tutti gli eventi (negativi o positivi che siano).

Proprio come spiegava Epitteto nel I° sec. d.C. (filosofo greco, esponente dello stoicismo di epoca romana)

“GLI UOMINI NON SONO TURBATI DAGLI EVENTI MA DALLA INTERPRETAZIONE CHE ESSI NE DANNO…”

Tutti ci sentiamo a disagio dopo un fallimento. Tuttavia alcuni si riprendono rapidamente, mentre altri rimangono paralizzati per lunghi periodi. Un fallimento può essere identico, ma un individuo se lo può spiegare in modo autodistruttivo mentre un altro può trovare ragioni non negative.

Ci sono tre dimensioni, dello stile esplicativo, nella ricerca delle cause di ogni evento, che consentono di distinguere l’ottimismo dal pessimismo: la permanenza, la pervasività e la personalizzazione.

Interpretando gli eventi, per la permanenza, quando accade qualcosa che ci riguarda la possiamo attribuire a cause che riteniamo permanenti nel tempo oppure a cause temporanee.

Interpretando gli eventi, per la pervasività, quando accade qualcosa che ci riguarda la possiamo attribuire a fattori che riguardano tutta la nostra persona, in tutti gli ambiti della vita, oppure a cause specifiche e delimitate.

Interpretando gli eventi, per la personalizzazione, quando accade qualcosa che ci riguarda, possiamo considerare responsabili noi stessi oppure altre persone o il caso.

Rispetto a queste tre dimensioni gli ottimisti e i pessimisti si collocano su posizioni diametralmente opposte.

PERMANENZA

Un fallimento per l’ottimista è temporaneo, per il pessimista è permanente (“non cambierà mai!”).

Un successo per l’ottimista è permanente, per il pessimista e temporaneo (“tanto finirà presto!”).

 

PERVASIVITA’

Un fallimento per l’ottimista riguarda solo un ristretto ambito della vita, per il pessimista coinvolge ogni ambito della vita (“sono un disastro in tutto quello che faccio!”)

Un successo per l’ottimista riguarda molti aspetti della propria esistenza (“sono veramente bravo!”), per il pessimista riguarda solo un ambito isolato della propria esistenza (“per questa cosa è andata bene”)

 

PERSONALIZZAZIONE

Un fallimento per l’ottimista è per colpa altrui o per casualità, per il pessimista è per colpa propria (“è stata tutta colpa mia!”).

Un successo per l’ottimista è per proprio merito, per il pessimista è per la fortuna.

 

Tra tutte le dimensioni, la permanenza è il parametro più importante: se consideriamo le cause di un fallimento permanenti, allora non potremo fare niente per cambiare; da ciò deriva la mancanza di ogni speranza.

La cosa interessante che afferma Seligman è che la condizione di pessimista od ottimista non è immutabile ma può essere modificata apprendendo nuove abilità cognitive. Io sto cominciando ad esercitarmi nel metodo proposto da Seligman, sperando di ottenere buoni risultati.

Di questo ne parlerò in un altro articolo.

 

Se vuoi, lascia pure un commento e se lo ritieni opportuno fai conoscere questo blog ai tuoi amici. Sarà bello “discutere” insieme.

Ciao; alla prossima.

 

Considerato che, come tutti i blog, anche il mio è un “diario in rete”, i testi sono presenti sulla pagina web in ordine anticronologico (visualizzi prima i messaggi più recenti). Pertanto se vuoi sapere perchè esiste questo blog e conoscere la sua origine puoi leggere “L’INIZIO” (http://lalucedisperanza.altervista.org/linizio/)

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