CONCRETEZZA

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Ti ricordi quando, in un articolo precedente, ho già parlato diZEN TO DONE?

Avevo fatto qualche cenno introduttivo, riguardo questo meraviglioso (non esagero) manuale, scritto da Leo Babauta, dove viene presentato un metodo pratico per organizzare e svolgere, al meglio, ogni nostra attività quotidiana.

Posso testimoniare, con assoluta convinzione (per personale esperienza pratica), che i concetti esposti in questo libro sono concretamente attuabili ed efficaci. Dopo aver letto il manuale, infatti, dal 2014 ho cominciato a mettere in pratica i suggerimenti esposti nel libro, principalmente per le mie attività extralavorative (sostanzialmente per gestire i miei interessi personali e le incombenze familiari, non sempre facilmente conciliabili).

In realtà, il metodo esposto in Zen to Done sarebbe applicabile anche per attività lavorative in “senso stretto”, pur con qualche variabilità nella sua applicazione a secondo che si svolga un lavoro più “routinario” e ripetitivo (come il mio, da lavoratore dipendente) o se, invece, si abbia una maggiore libertà di azione, ad esempio in una libera professione o in qualsiasi attività manageriale o imprenditoriale (quindi va benissimo anche per le casalinghe!). Penso che sia maggiormente utile per attività in cui si abbia una maggiore libertà decisionale dove, tuttavia, è maggiore il rischio di non riuscire ad organizzare e svolgere il lavoro in modo adeguatamente efficiente (se, invece, hai chi ti “impone” cosa fare, come nel lavoro dipendente, purtroppo hai poco da organizzare!).

Come avevo già accennato, nel precedente articolo, il metodo esposto da Babauta in Zen to Done è una rielaborazione ed evoluzione (migliorata) di vari principi espressi precedentemente da altri autori, primo tra tutti David Allen, autore del libro Getting Things Done. Del metodo elaborato da Allen puoi trovare una esposizione sintetica in Wikipedia (vedi: “Detto, fatto!”) dove si trova, anche, un bello schema grafico che aiuta a comprendere il tutto.

Babauta ha arricchito, pur all’insegna di una razionale semplificazione (e come ti ho già detto, in precedenti articoli, la semplificazione è un “concetto portante” che trovi in tanti scritti dello stesso Babauta), il metodo esposto da Allen, rendendolo più “concreto” e praticabile.

Zen to Done suggerisce e spiega come acquisire 10 abitudini assolutamente utili per riuscire a svolgere più efficientemente ed efficacemente ogni attività.

Nell’attuazione del metodo, Babauta raccomanda che si faccia una accurata pratica iniziale di ogni singola abitudine per almeno un mese, prima di considerare l’abitudine successiva, continuando a praticare le abitudini già acquisite precedentemente. Ti assicuro che è assolutamente necessario non aver fretta nell’acquisire tutte le abitudini, in quanto è solo una progressiva e consolidata pratica di esse che le rende realmente utili; una “entusiastica” adesione ad ognuna di esse, solo per poco tempo, rischia di condurre ad un deludente fallimento. Io ho impiegato circa un anno per acquisire le abitudini e ritengo di doverle ancora consolidare (è facile ricadere nelle vecchie pessime abitudini!).

Leggendo e praticando il metodo, si nota come non ci sia una reale gradualità di “valore e contenuto” tra le varie abitudini, risultando in realtà ognuna correlata a tutte le altre. È per questo motivo che, talvolta, si ha la sensazione che Babauta sia un po’ ripetitivo nell’esposizione dei suoi concetti.

Come afferma lo stesso Babauta, ognuno potrà scegliere di acquisire tutte le 10 abitudini, oppure preferire di metterne in pratica solo alcune. Ad esempio, io ho trovato piuttosto difficile ed anche un po’ “controproducente” l’abitudine relativa alla “routine” (almeno nella “rigorosa” accezione considerata da Babauta) e di questo ti esporrò in seguito le mie specifiche considerazioni che, per questo aspetto, sostanzialmente concordano con quanto esposto in una “revisione” sintetica in italiano, dello stesso manuale, che ho trovato in rete (vedi: La gestione del tuo tempo – ZTD).

Babauta riconosce anche che, tra tutte le 10 abitudini, quattro sono assolutamente fondamentali ed irrinunciabili (vedi: Minimal ZTD: The Simplest System Possible). Se si vuol “partire”, in modo più rapido, con l’applicazione del metodo, possono bastare queste quattro abitudini iniziali, anche se ti assicuro che leggere ed applicare le altre ti farà scoprire come siano anche più importanti (tra tutte, soprattutto quella che esorta a “semplificare”).

Le quatto abitudini fondamentali suggerite da Babauta sono:

1) RACCOGLI

2) ELABORA

3) PIANIFICA

4) AGISCI

Ovviamente, ti consiglio di leggere l’intero manuale originale, ZEN TO DONE, di Babauta o, se la trovi, una sua ottima traduzione completa, in italiano, reperibile in rete (io, in realtà, ho letto proprio questa).

In ogni caso, voglio offrirti una mia esposizione sintetica delle 10 abitudini descritte nel testo, cercando di far focalizzare la tua attenzione sui punti che ho trovato più interessanti e per i quali ho fatto, talvolta, qualche personale considerazione o parziale modifica.

 

Cominciamo con la prima abitudine: RACCOGLI.

Raccogli subito e costantemente ed elabora presto tutto.

Seleziona un numero limitato di posti (un solo vassoio portadocumenti sulla scrivania e la tua casella di posta elettronica) dove raccogliere tutta la corrispondenza ed ogni documento che vuoi usare. Usa un Hipster PDA (un tipo particolare di blocchetto per appunti, “fai da te”, come quello che ho messo nella foto “locandina” di questo articolo) o un Moleskine (preferito dai più “scicchettosi”), i post-it, o qualunque altro metodo, per te facile da usare, per annotare pensieri, liste di cose da fare, numeri di telefono, e qualsiasi altra cosa devi o vuoi tenere a mente durante la giornata. Importante che siano tutti nello stesso posto (o pochissimi posti).

Io trovo particolarmente utile l’uso dell’Hipster PDA che ho fatto “artigianalmente”. È estremamente comodo per appuntare tutto ed, essendo fatto con fogliettini (io uso, soprattutto, quelli “riciclati”) facilmente staccabili e spostabili, mi permette una facile rielaborazione dei dati. Certamente, nell’era degli smartphone e del PC, può sembrare retrò (e forse un po’ “fricchettone”) l’uso di questo strumento cartaceo, ma sfido chiunque a batterlo, in velocità e praticità d’uso, con qualsiasi altro strumento informatico, senza contare che decidi tu quale dimensione debba avere, per stare bene in tasca o in borsa.

Raccogliendo tutti i dati nell’Hipster PDA, nel vassoio portadocumenti sulla scrivania e nella casella di posta elettronica, la cosa da fare, ogni giorno, è elaborare rapidamente tutto il materiale raccolto.

Di come procedere in questo ti dirò in un altro articolo, riguardante la seconda abitudine (“elabora”) suggerita nel libro Zen to Done.

 

Spero che questo articolo ti sarà utile.

Se vuoi, lascia pure un commento e se lo ritieni opportuno fai conoscere questo blog ai tuoi amici. Sarà bello “discutere” insieme.

Ciao; alla prossima.

 

Considerato che, come tutti i blog, anche il mio è un “diario in rete”, i testi sono presenti sulla pagina web in ordine anticronologico (visualizzi prima i messaggi più recenti). Pertanto se vuoi sapere perchè esiste questo blog e conoscere la sua origine puoi leggere “L’INIZIO”.

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